Serrature a chiave maestra

Le serrature a chiave maestra sono dei prodotti molto particolari e per avere un quadro nitido della loro funzionalità e soprattutto della loro utilità è fondamentale chiarire che esse non vanno considerate singolarmente, ma sempre nell’ambito di un complesso coordinato di serrature. Siamo abituati all’idea per cui ad ogni singola serratura corrisponda una chiave, la quale è l’unica e sola in grado di consentire la sua apertura e la sua chiusura. È effettivamente così: se si acquista una serratura di qualità questa non potrà essere aperta con nessuna altra chiave al di fuori della propria, anche nell’ambito di modelli tra loro identici, tuttavia analizzando complessi di serrature si possono ricreare delle soluzioni differenti. Immaginando tutte le serrature presenti in un edificio si può fare in modo che un’unica tipologia di chiave apra tutte le stanze fungendo così da autentico passepartout, allo stesso modo si può scegliere che una chiave apra tutte le serrature di un piano, oppure di un reparto, si può prevedere un’univoca chiave che apra non solo le porte, ma anche mobili, vetrine e quant’altro presente, e via discorrendo. L’utilità delle serrature a chiave maestra va dunque intesa in un’ottica gerarchica la cui organizzazione, ovviamente, va scelta e strutturata in fase di progettazione. Le diverse soluzioni gerarchiche ricreabili, che in gergo tecnico sono definite sistema di ammaestramento, possono rispondere in modo mirato a svariate necessità che possono trovare applicazione in disparati contesti: scopri i diversi sistemi ammaestrati nella relativa pagina.  (Disegno KA) Questo sistema ammaestrato è quello più semplice e prevede che un’unica chiave possa essere utilizzata su cilindri relativi a oggetti differenti. Un sistema come questo può essere adottato, ad esempio, da un negozio, dove l’addetto vendita può utilizzare la medesima chiave per aprire le vetrine, i cassetti dei mobili, la porta del magazzino e quant’altro sia presente all’interno del locale commerciale.   (Disegno MK) Questo tipo di sistema ammaestrato prevede una chiave che può aprire tutti gli elementi della struttura e anche delle ulteriori chiavi, gerarchicamente inferiori, che possono aprire solo le serrature ad esse associate. L’esempio più tipico di questo sistema è quello di un albergo: a ogni cliente viene affidata una chiave che consente di accedere solo e soltanto alla propria camera, allo stesso tempo il personale della struttura dispone di chiavi passepartout con cui può accedere a tutte le camere e anche ad altri spazi dell’edificio, ad esempio garage o aree adibite a magazzino.   (Disegno CC) Questo particolare sistema ammaestrato ha un’utilità prettamente temporanea: esso prevede infatti una chiave passepartout che consente di aprire tutte le porte di un edificio, tuttavia gli utenti possono in seguito disattivare l’efficacia di tale chiave rendendo attiva esclusivamente la chiave specifica. La chiave passepartout di questo sistema è spesso denominata in gergo tecnico chiave di cantiere, proprio perché è prevista molto spesso in contesti di questo tipo. In un cantiere, dunque in un edificio di cui si sta ultimando la costruzione, è frequente che si scelga di prevedere una chiave che consenta l’accesso a tutte le unità abitative per rendere più agevole l’operato dei vari installatori; quando il lavoro è completamente terminato, dunque quando i proprietari prendono possesso delle loro unità abitative, possono disabilitare la chiave “di cantiere” rendendo attiva solo quella personale.   (Disegno CM) Questo sistema ammaestrato denominato “a cilindro centrale” prevede un’unica chiave che consenta l’accesso alle aree comuni e delle chiavi singole per gli ambienti privati. L’esempio più tipico di questa struttura gerarchica è quello di un residence: i titolari delle unità abitative possiedono una chiave che consente loro di accedere liberamente a tutte le aree comuni, come possono ad esempio essere i garage, i centri fitness, le sale studio, la medesima chiave però non consente in alcun modo di accedere nelle zone private, ovvero negli appartamenti di altre persone.   (Disegno CMK) Questo sistema non riguarda un unico edificio, bensì complessi di edifici: sebbene ognuno di essi abbia un impianto autonomo, infatti, è prevista comunque una chiave passepartout che consenta a chi ne è in possesso di poter accedere liberamente a tutti gli spazi comuni di queste strutture. Tale sistema ammaestrato può rappresentare la soluzione ideale per i lavoratori che devono svolgere specifici compiti professionali all’interno di questi edifici, come possono ad esempio essere addetti alle pulizie, sanificatori, manutentori, addetti al rifornimento distributori automatici e altro ancora.   (Disegno GMK) Questo sistema ammaestrato è tra quelli gerarchicamente più articolati ed è tipico di contesti aziendali, da intendersi ovviamente come imprese di grandi dimensioni e molto strutturate. Al vertice della gerarchia vi sono i manager, i quali possiedono delle chiavi che consentono loro di poter accedere a qualsiasi zona dell’azienda, nei ranghi inferiori vi sono invece lavoratori dipendenti con ruoli di rilievo, come ad esempio capi reparto e team leader, a cui sono fornite chiavi che consentono loro di accedere a tutti gli ambienti del reparto di competenza. Il terzo ed ultimo livello è invece quello “base”, ovvero quello del dipendente semplice, a cui l’azienda fornisce una chiave che gli consente di accedere esclusivamente presso l’ambiente in cui presta la propria opera professionale, che si tratti di un ufficio o di un’area di differente tipologia.   (Disegno GGMK) Quest’impianto presenta una struttura concettualmente analoga a quella illustrata nel punto precedente, ma prevede 4 livelli piuttosto che 3. Anche in questo sistema ammaestrato l’albergo rappresenta un esempio molto calzante, immaginando al primo livello, quello più alto, il responsabile della struttura, il quale è in possesso di chiavi che gli consentono di aprire qualsiasi porta dell’edificio. Al secondo livello gerarchico vi è il responsabile di piano, a cui la direzione assegna delle chiavi che gli consentono di aprire tutte le porte del piano di competenza, ma non quelle di altri piani. Al terzo livello troviamo invece dei lavoratori, di norma addetti alle pulizie o alla manutenzione, a cui sono fornite delle chiavi che gli consentono di accedere solo alle stanze che sono state loro assegnate. Al quarto ed ultimo livello figurano invece i clienti, a cui viene fornita una chiave che gli consente di aprire solo e soltanto la propria camera.   Le possibili soluzioni, come visto, sono tantissime, e OMR Serrature è in grado di realizzare sistemi ammaestrati adatti a qualsiasi contesto e personalizzabili in ogni minimo dettaglio.  

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La gamma di prodotti targati OMR Serrature è estremamente vasta, al punto che proporne un elenco completo non è affatto semplice: le serrature realizzate dall’azienda rispondono infatti a necessità relative a disparate applicazioni e sono accomunate da un’impeccabile cura tecnica, legata anche ad una progettazione altamente professionale e minuziosa. Ogni singola tipologia di articolo è disponibile in diverse varianti, senza trascurare il fatto che OMR Serrature può realizzare per il cliente innumerevoli personalizzazioni: avendo un approccio industriale totalmente internalizzato, dunque eseguito interamente presso il proprio stabilimento produttivo, l’azienda può consegnare al cliente un articolo customizzato da qualsiasi punto di vista, perfino a livello di design. A tutti i clienti che hanno specifiche esigenze commerciali o professionali, inoltre, OMR Serrature può offrire anche dei set di serrature, vere e proprie selezioni riassortibili dei modelli più richiesti, fornite in comode ed eleganti valigette.